Osservamondo

04 ottobre 2012

ENI e il silenzio stampa

Dopo il secondo arbitrato vinto da Edison quest'anno per l'abbassamento dei prezzi del gas secondo i contratti take or pay ero curiosa di sapere se la stampa desse l'importanza giusta a questa vicenda, dove secondo me è ben più importante contro chi ha vinto, che quale sia la somma rinegoziata.





A metà settembre il team dei legali Edison ha vinto contro i Quatarini, ottenendo un risultato che dovrebbe migliorare l'EBITDA del 2012 di 450 milioni. Dal Quatar l'Edison compra 6,4 miliardi di metri cubi l'anno.

Il giudizio dell'ICC di lunedi, che dà ragione a Edison contro l'ENI in Libia è meno rimunerativa, di soli 250 milioni, per l'ENI assolutamente patate piccole, ma politicamente potrebbe essere una svolta. Dalla Libia arrivano 4 miliardi di metri cubi all'anno.

Questo è il quarto arbitrato concluso positivamente per l'Edison in due anni, per un totale di 13,8 miliardi di m3. Manca solo quella algerina di 2 mld che finirà nel 2013.

Ma il punto importante non è il significato per l'Edison, anche se gli azionisti dovrebbero gioire, ma quello che significa per l'ENI. Questo arbitrato dovrebbe aprire le porte a chiunque abbia contratti del genere con l'ENI, per la possibilità di rinegoziarli.

Con enormi costi finali per l'ENI.

Ho fatto il giro delle maggiori testate per farmi un'idea di cosa si diceva sul risultato ottenuto.

Corriere 1 ottobre:  parla solo dell'impatto positivo su Edison. Dell'impatto su ENI nessuna traccia.

Repubblica 1 ottobre: Non parla né di ENI né di Edison, ma sottolinea l'arbitrato vinto nel 2011, frutto pare di abilissimi e altissimi livelli di diplomazia tra EDF e Gazprom. Poi ci dirotta su A2A e Iren, povere vittime dopo la separazione da Edison, e del nuovo ceo dell'A2A. L'articolo letteralmente scoppia di voglia di scrivere qualcosa, qualsiasicosa! che abbia un significato oltre la normopressrelease.

La Stampa 1 ottobre: Probabilmente la Stampa è dotata della peggiore homepage che un giornale non dovrebbe mai permettersi. Estremamente incasinata e manca la casella di ricerca di articoli vecchi. Li punisco non mettendo il link. Comunque si tratta di una brevissima notizia, stile TASS.

Il Mondo 1 ottobre: Vedi La Stampa. Solo qualche paragrafo più lungo.

www.soldionline.it:  Il mondo sbadiglia. Visto che ha già sbadigliato leggendo corriere, repubblica, lastampa e il mondo.

Wall Street Italia: Io sbadiglio.

Platts: Almeno un accenno alla ragione dietro le rinegoziazioni: 

 






 Cioè, visto che i contratti lo prevedono, perché non rinegoziare. Se il prezzo sarebbe salito non c'è alcun dubbio che Quatarini e ENI avrebbero rinegoziato con Edison per ottenere prezzi più alti.

Lascio stare asca, finanza.com, finanzaonline.com, soldionline.it, e chissà quanti altri che hanno fatto copia e incolla.

Milano Finanza però ha un articolo estremamente interessante. Lo pubblico per intero:

11 parole.
In compenso oggi c'è un lunghissimo articolo che spiega perché il mercato faccia male a diffidare dell'azione ENI.

EDIT:
PS: Il giornalismo è ufficialmente morto.

3 commenti:

  1. in quale piazza si è consumato l'arbitrato? londra? parigi' E' un evento eccezionale direi...Finora hanno fatto vincere sempre gli altri ( i venditori) con i contratti take or pay...

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  2. sì, tecnicamente bisognerebbe che chiunque avesse più possibilità di in Italia di scalfire la posizione predominante di eni. Ma credo che il problema politico sia ben più complesso: chi se la sente di spuntare le unghie al campione italiano, che se si indebolisce poi cala anche nel mondo, dove fino ad oggi, grazie alla sua forza anche se non solo, ha saputo muoversi come nessun altro gruppo italiano ha mai saputo fare?

    Se andiamo a guardare in casa francese, i vari governi si sono sempre rifiutati di mettere EdF e GdF in libero mercato interno (forse l'unica mossa è stata disaggregarli). Poi, coi margini fatti a carico dei francesi, attraversano le alpi e fanno la spesa da noi. Non sto parlando solo di Edison: nei servizi calore, Siram e Cofatech (oggi Cofely), case madri rispettivamente EdF e GdF, in Italia hanno sempre fatto man bassa. E Fenice, anche lei EdF, un po' più sfigata ma anche lei con queste opportunità.

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  3. Non penso dovremmo spuntare le unghie all'ENI, ma penso che un giornalismo vero non guasterebbe. E certamente non nuocerebbe neanche all'ENI che noi lettori veniamo informati meglio da per esempio un Stefano Agnoli che sa di cosa scrive. Se mettono una press release su ENI in mano a persone che preferiscono moda e calcio, non hanno certamente censurato nessuno quando esce il pezzo, ma non hanno neanche fatto il loro dovere in termini di giornalismo.

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