Osservamondo

22 gennaio 2015

Giornata storica, QE europeo si fa.

Shopping per obbligazioni al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino al settembre 2016. In tutto 1.1mila miliardi.

1,100,000,000,000 di euro.

Per creare inflazione.


Se veramente volevano creare inflazione era meglio distribuire i soldi tra i 334,570,678 abitanti della zona euro - sarebbero ben 180 euro al mese extra per 18 mesi, per ogni singola persona. Pensa, una famiglia tipo italiana con 2 adulti e un bimbo prenderebbe 540 euro al mese. L'aumento dei consumi sarebbe stato immediato e inflazionario. Ecco, fatto.

Shame on you, Draghi.

L'oro in dollari è sopra gli $1,300, e l'oro in euro ha già fatto 1.85% rispetto alla chiusura di ieri, e cmq quasi 25% da quando si cominciava a parlare di QE europeo in novembre.

Oro il giorno del QE della BCE, 22 gennaio 2015
Si trova ora ai livelli di aprile 2013.

Né franco né dollaro si muovono, per ora. L'avranno già scontato.

3 commenti:

  1. sperare di curare una crisi economica trattandola come finanziaria non dara' grandi risultati. oggi sono i beni che scarseggiano. siamo troppi e ci sono meno risorse per tutti. non e' stampando moneta che aumenteranno i metri quadrati di terra per abitante o si ingrandiranno gli oceani per pescare di piu'. non sara' stampando moneta che troveremo nuove miniere o nuovi pozzi , non aumentera' l'ossigeno nell'atmosfera e non ci saranno piu' alberi.

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  2. Ma se il male del capitalismo finanziario è la non distribuzione della ricchezza tra tutti i ceti sociali? Per fare le cose per bene, il drago avrebbe dovuto distribuire soldi tra tutti gli Europei al di sotto di un certo reddito così da rilanciare i consumi alla grande e far esplodere l'inflazione. Ma alla fin fine questo,pianeta esausto non ha bisogno affatto di un incremento dei consumi. Ergo, chi sta al potere non ha nemmeno idea di cosa sia la filosofia della decrescita, anzi pensa che tutti i problemi siano finanziari e non di limiti fisici del pianeta. O magari lo sa ma il proprio orizzonte temporale non va oltre il suo naso.

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  3. Secondo me lo sanno ma é proprio una questione di orizzonte, temporale e psicologico. In parte pensano che non riguarderà il sistema prima di molto tempo, pensano la crisi sia solo finanziaria (e negare che la componente finanziaria sia rilevante credo non sarebbe onesto intellettualmente neache da un punto di vista post-picchista), mentre appare più evidente una consapevolezza del problema climatico (vedi affermazioni della Lagarde). In seconda istanza la fiducia nel principio di sostituibilità nutrito da un positivismo tecnologico secolare Fa loro pensare che ci sarà sempre una soluzione alternativa.

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