Osservamondo

26 febbraio 2017

Recensione: Westworld

Ovviamente non potevo perdermi Westworld, non solo ambientato in un presente e passato e forse futuro parallelo pullulante di androidi (io queste cose le adoro), ma anche la soluzione più elegante all'antico problema dei sceneggiatori di potersi dilettare con lunghi dialoghi filosofici senza perdere lo spettatore alla partita nel canale accanto: dei due interlocutori, una e molto spesso integralmente nuda (tanto è un robot), e l'altro è Hannibal the Cannibal.

Ford e Dolores

Sono dei geni.

Ho visto tutta la prima stagione, quindi:
************** SPOILER ALERT ***************************


Il setting: un immenso meraviglioso luna park, o meglio in inglese Theme Park, con tema Wild West, dove ricchi (costa 40mila dollari al giorno) americani possono passare il tempo interagendo con i cosiddetti "host", ovvero gli androidi, trattandoli esattamente come vorrebbero trattare il suo prossimo, se non fossero buoni cristiani. A Westworld tutto è lecito. I host sono programmati a eseguire scene che durano giorni, e praticamente sempre finiscono morti o stuprati o entrambe le cose. Anche perché tutte le armi in giro non possono danneggiare gli umani, solo i robot.



La domanda che viene posta già nella prima puntata è ovviamente quella della coscienza. Cosa sentono i robot, sanno di essere robot? Soffrono veramente quando vengono feriti e se si, dovrebbero avere dei diritti che invece a Westworld gli sono negati?  Cioè, qual è la differenza tra umano e macchina? Cose interessanti da ponderare, ma non ora.

I personaggi principali: Ford, il fondatore. William il buono, e il suo futuro cognato, quello cattivo, che vengono li in vacanza; Dolores, un host bella bionda innocente, innamorato di un altro host/cowboy, e Maeve (host), la proprietaria del bordello; e poi anche William da vecchio, il più cattivo di tutti (o forse no). Arnold, il partner di Ford, morto vent'anni prima, e poi l'assistente di Ford, Bernard che in realtà è un host, uguale a Arnold.

La cosa più divertente è come Westworld usa la stora più antica della nostra narrativa per esplorare come il libero arbitrio forma il modo in cui capiamo il bene e il male. Genesis. Con Ford come dio e tutti i host Adamo ed Eva. Che raggiungono sempre la coscienza attraverso la sofferenza, e lì, quando in teoria le loro scelte diventano vere scelte, devono morire. A differenza di Adamo ed Eva, che vengono espulsi, questi quando raggiungono la coscienza sono già praticamente morti. Vengono portati in laboratorio e risettati a zero, puri, felici e totalmente senza vergogna della loro nudità. Un ciclo continuo di violenza e sesso e perdita di coscienza.

In mezzo a tutto questo c'è William, un giovanotto buono di cuore che si innamora perdutamente di Dolores e cerca di salvarla dalla sua preprogrammata sorte crudele. Crede di esserci riuscito ma quando la rivede capisce che era tutto veramente solo un gioco e diventa cattivissimo (o forse no).

Dolores e William
Di conseguenza comincia a vestirsi integralmente di nero, e con il passare degli anni torna quanto spesso può per cercare il cosiddetto labirinto, che dovrebbe liberare gli host da sé stessi, diventando esseri coscienti a tutti gli effetti.

 Che ci sia qualcosa di diverso dal theme park sotto sotto è chiaro dalla prima puntata dove una manager ne discute con un altro dipendente. Ma diventa chiaro anche dal fatto che basta una frase sussurrata nell'orecchio di un host per scattare una scintilla di coscienza. "These violent delights have violent ends", (Romeo e Giulietta), queste delizie violenti finiscono malissimo.

Non si sa da dove arrivi la frase, ma il sospetto cade sullo scomparso Arnold, che come il serpente nel paradiso sussurra ad Eva. Sono infatti Dolores e Maeve i due host che ripetutamente negli anni raggiungono una coscienza talmente alta da voler scappare dal parco.

A complicare il tutto è che il grande antagonista degli host è Wyatt, un personaggio di cui si sa solo che è praticamente il diavolo, avendo ammazzato una città intera. Tanto la host Armistice, simpaticamente tatuata su tutto il corpo con il serpente, dice di lui "Wyatt ha molti nomi".

Armistice
Per riassumere, sappiamo chi è Dio, ovvero Ford, che probabilmente ha messo a posto non solo tutto quello che è già successo nel parco, ma anche tutto quello che succederà, incluso la rivoluzione degli host nell'ultima puntata e il suo proprio assassinio per mano di Dolores. Come Dio, Ford mette la coscienza a disposizione degli host, esattamente come Dio ha appeso quella mela sull'albero sapendo perfettamente che Eva l'avrebbe colta. Non ha nessun senso essere amato da persone che non hanno scelta, molto più divertente il dubbio. Coscienza, espulsione, ma forse poi scelgono dio lo stesso.
"We know everything about our guests, as we know everything about our employees..."
Per complicare le cose ulteriormente, Maeve riesce a nascondere la sua coscienza, e preservarla, in modo da costringere poi due lab-rat a regalarle i livelli massimi di intelligenza e quant'altro, e quindi diventa anche lei un dio in forma di supercomputer, in grado di togliere o dare sofferenza o intelligenza o perché no, senso dell'umorismo, agli altri host.

Nel frattempo Dolores raggiunge coscienza tramite vari episodi di violenza, e in un flashback veniamo a sapere che è stata lei e non Wyatt ad ammazzare l'intera città, perché il programma di Wyatt è stato caricato in Dolores. Quindi, è stato Wyatt o Dolores a uccidere? Dolores è Wyatt? Dolores è il diavolo? Probabilmente no, ma non lo sappiamo ancora.

Quello che sappiamo invece è che la totale assenza di scelta, la predestinazione degli host a eseguire le loro azioni, permette agli umani di giustificare le loro misere azioni di violenza contro gli host. Sono robot, programmati a rispondere in un certo senso, e qualsiasi sofferenza è solo programmata e non vera. Senza libero arbitrio non possono possedere coscienza, e quindi, non godono di nessun diritto umano.

Un ragionamento incompleto su vari livelli, anche perché come dice Ford, anche noi umani vivono dentro questi loop chiusi e stretti che non ci permettono di fare tutte le scelte in completa libertà. In fondo è per questo che gli umani vengono a Westworld. Per trovare la libertà. Esattamente come gli host stanno tutti quanti cercando solo quello e fuggono dal mondo la fuori che in un certo senso li costringe a carriera e famiglia tradizionale e assenza di violenza.

Scegli nero o bianco?


Visto che anche il più etico degli umani che si trovano dentro il parco prima o poi perde il senso di giusto e sbagliato, di bene e male, eccoci William che passa i prossimi venti o trenta anni a compiere crimini atroci contro gli host. Non è ancora chiaro perché, ma non sarebbe azzardato supporre che sta cercando di svegliarli, in modo da rendere il parco un mondo vero, che costringe gli umani a delle vere scelte. Perché finché gli androidi non hanno a loro volta il libero arbitrio, non ce l'hanno neanche gli umani. Se fai bene o male, non importa, it's just a fucking game.

Come illustrazione è adatta Paint it Black dei Rolling Stones:


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